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Corso Matteotti 15,
Cremona, CR 26100
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Con gli anti-diabetici in farmacia stop alle file e risparmi per 9,7 mln in 6 mesi.
Da ministero della Salute e Aifa il primo bilancio della misura che ha spostato la consegna dei farmaci dall’ospedale ai farmacisti: tra maggio e novembre 2024 oltre 2 mln di confezioni più a portata di paziente.
Spostare la distribuzione di alcuni farmaci anti-diabete dall’ospedale alle farmacie “funziona”, anche sotto il profilo della farmaco-economia tanto che tra maggio e novembre 2024 nelle casse del Ssn sono rimasti quasi 10 milioni di euro: è il ministero della Salute con in particolare il sottosegretario Marcello Gemmato, primo fautore della misura introdotta e con Aifa, a tracciare un primo bilancio della misura introdotta dalla legge di bilancio per il 2024 poi messa a terra dalla determina dell’Agenzia italiana del farmaco del 3 maggio scorso sulla spesa farmaceutica.
In farmacia oltre 2 mln di confezioni
«Lo scorso anno avevamo definito questa misura epocale e oggi possiamo dire con certezza che lo è stata davvero -: ha dichiarato Gemmato -. Abbiamo aggiornato un sistema fermo da oltre vent’anni, garantendo ai cittadini un accesso più rapido e semplice ai farmaci e migliorando l’efficienza della spesa sanitaria. I numeri parlano chiaro: da maggio a novembre 2024, le farmacie territoriali hanno dispensato oltre 2 milioni di confezioni di farmaci antidiabetici a base di gliptine, che significa milioni di accessi in più a farmaci essenziali, senza file in ospedale, senza doppi passaggi in farmacia per la distribuzione per conto, senza barriere burocratiche. Abbiamo semplificato la vita a centinaia di migliaia di pazienti diabetici, soprattutto anziani, che oggi possono ritirare le loro cure direttamente nella farmacia sotto casa».
Risparmi per le tasche del Ssn
L’impatto economico del provvedimento – sottolineano ancora dal ministero – è altrettanto significativo. La spesa a carico del Servizio sanitario nazionale è risultata inferiore rispetto a quanto si sarebbe verificato con la precedente modalità di distribuzione diretta e per conto, con un risparmio per il Ssn di 9,7 milioni di euro. «Abbiamo dimostrato che innovare non significa solo migliorare i servizi, ma anche ottimizzare le risorse pubbliche. Con questa misura abbiamo reso il sistema più sostenibile, senza costi aggiuntivi per i cittadini e con vantaggi concreti per tutti gli attori coinvolti – ha aggiunto Gemmato -. Questo risultato è stato possibile grazie a un nuovo modello di remunerazione delle farmacie e a un sistema di scontistica che ha visto il coinvolgimento sinergico di industria, farmacie e istituzioni, su impulso della politica. Senza entrare in tecnicismi, possiamo dire, con il supporto delle rilevazioni del Tavolo di monitoraggio della spesa, che i numeri ci danno ragione e confermano la validità della strada intrapresa».
Aifa al lavoro per riclassificare altri farmaci
Intanto Aifa fa i conti: per il direttore tecnico-scientifico dell’Agenzia Pierluigi Russo, la riclassificazione delle gliptine «sta determinando effetti economici positivi sulla spesa farmaceutica convenzionata e sull’accesso in prossimità a livello territoriale dei medicinali. Questo anche per effetto di un’applicazione della normativa da parte di Aifa che ha incrementato i risparmi per il Ssn». Poi l’altra buona notizia, che conferma il trend degli ultimi anni: «Sulla base dei dati di monitoraggio Aifa della spesa farmaceutica nazionale tra gennaio e novembre 2024, la convenzionata dovrebbe chiudere il 2024 con un avanzo rispetto al tetto di 662 milioni di euro».
In questo quadro, si pensa di individuare nuove categorie di farmaci da riclassificare, «così da ampliare ulteriormente i benefici per i pazienti e per il sistema sanitario, ha annunciato Gemmato. «In particolare, in continuità con quanto deciso anche in seno al Tavolo per il monitoraggio della spesa, proporremo di includere altre classi di farmaci con caratteristiche simili a quelle già riclassificate, a partire da quelli senza brevetto scaduto». L’Aifa avrà tempo fino al 30 marzo prossimo per rivedere il prontuario della distribuzione dei farmaci e proporre nuove transizioni dalla distribuzione diretta e per conto a quella convenzionata. Il tutto sarà poi sottoposto alla Commissione scientifica ed economica del farmaco (Cse) e al Cda dell’Agenzia.
L’orizzonte delle malattie rare
L’orizzonte di questa misura pensata anche per semplificare l’accesso ai farmaci a categorie di cittadini fragili, potenzialmente si estenderà anche alle malattie rare. «Vorrei chiedere formalmente alla rete delle farmacie e quindi a Assofarm e a Federfarma, che ringrazio per il loro costante supporto, di voler distribuire gratuitamente, non più presso l’ospedale ma presso le farmacie territoriali, quei farmaci per il trattamento delle malattie rare che per modalità di assunzione e somministrazione possono essere trasferiti dalla distribuzione diretta e per conto alla convenzionata», ha proposto Gemmato. «Abbiamo dimostrato che, con il giusto approccio, è possibile innovare la sanità pubblica rendendola più moderna, efficiente e vicina alle reali esigenze dei cittadini. Continuiamo tutti insieme su questa strada per ampliare sempre di più la platea dei beneficiari di questa innovazione». (fonte: IlSole24Ore)
Spesa farmaci, Regioni preoccupate per il trend di crescita esponenziale
Le Regioni chiedono un confronto con l’AIFA per condividere i criteri di rilevazione dei dati di spesa e di valutazione dell’impatto economico della riclassificazione dei farmaci visto il trend di crescita esponenziale della spesa farmaceutica.
Le Regioni esprimono “forte preoccupazione per il trend di crescita esponenziale della spesa farmaceutica” e affermano che “sulla base dei nostri dati lo spostamento della classe delle gliptine ha determinato un significativo aggravio” e chiedono un confronto con l’AIFA per condividere i criteri di rilevazione dei dati e di valutazione dell’impatto economico di queste scelte. È quanto scrivono gli assessori alla Salute in una lettera inviata all’Agenzia del farmaco.
Le Regioni fanno riferimento alla riclassificazione dei farmaci per il diabete a base di gliptine trasferite dalla distribuzione diretta alla convenzionata in seguito alla Determina Aifa che ha aggiornato il prontuario della continuità assistenziale ospedale-territorio (Pht). Secondo i loro dati il passaggio ha fatto aumentare i costi. Nella lettera, resa disponibile da Repubblica, infatti “gli assessori alla Salute hanno unanimemente condiviso una forte preoccupazione per il trend di crescita esponenziale della spesa farmaceutica che, nell’anno 2025, interessa sia la spesa convenzionata, sia la spesa per acquisti diretti e che rischia di compromettere la sostenibilità dei bilanci sanitari delle Regioni e delle Province Autonome”.
“Sulla base dei nostri dati – sostengono le Regioni – lo spostamento della classe delle gliptine ha determinato un significativo aggravio della spesa farmaceutica, si ritiene necessario condividere le modalità di rilevazione dei dati e di determinazione dell’impatto economico”. Le Regioni oltre all’incontro con l’Aifa chiedono di bloccare per adesso la riclassificazione delle glifozine.